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Alla fine degli anni '60, i New Trolls hanno dato un importante contributo allo svecchiamento della canzone italiana, ancora fortemente condizionata dalle sue origini melodrammatiche e belcantistiche, aprendola alle influenze del beat e del rock, pur non venendo mai meno alla ricerca di una vocalità articolata e variegata. L'incontro con la musica barocca attuatosi con i due Concerti grossi ha rappresentato forse l'apice di questa ricerca che si è purtroppo consumata nel breve volgere di poco più di un decennio. La mancanza di un preciso progetto sul cammino musicale da seguire, un certo indulgere ai gusti del momento, avvallato e favorito dall'ottica meramente commerciale dei loro produttori, ed infine i frequenti rimaneggiamenti dell'organico, hanno spesso minato le variegate potenzialità compositive dei New Trolls. A questo vanno aggiunte le striscianti o palesi controversie che hanno spesso contrapposto i due leader, De Scalzi e Di Palo, l'ultima delle quali ha portato in pratica alla dissoluzione del gruppo stesso. Finito il mito dei New Trolls, ciò che resta di loro oggi è essenzialmente la loro musica: essa prescinde dalle vicende personali dei suoi membri e può essere narrata solo attraverso la ricostruzione e l'analisi delle loro - in molti casi - straordinarie canzoni. Dario Piccotti |
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